Stamattina è ricominciata la scuola. Ho accompagnato mia figlia, dopo una colazione con latte,  fiaba e venti minuti dell’Albero Azzurro anno 1994. Tornare a scuola non è facile, dopo sette mesi: i volti delle dade e degli amici si sono sbiaditi. Per i bambini più piccoli è come un secondo inserimento. Scrivo nella quiete del Burattinificio, che in questi mesi in cui la serranda era quasi sempre abbassata è stato oggetto di piccoli atti vandalici. Adesso ho riacceso le luci della platea e del microteatro e vorrei che queste luci rimanessero accese e potessero illuminare questa pseudo-normalità ritrovata. Nella mente rimbalza la frase di una vecchia canzone dei CSI, “non si teme il proprio tempo, è un problema di spazio”; quello che stiamo vivendo lo capiremo fra anni, quando finalmente sarà tutto finito, e ricorderemo con un sorriso amaro le pratiche di questo periodo: le mascherine, gli igienizzanti, la paura e, specialmente, la rabbia. Di rabbia ne avverto tanta nell’aria, ed io stessa ne sono portatrice, per quanto mi dispiaccia e faccia del mio meglio per combatterla. Si combatte la rabbia con le cose belle, ed io la combatto a suon di fiaba.

Il Burattinificio è chiuso ormai da febbraio e, da allora, ho avuto modo di fare un solo spettacolo. In questo periodo dell’anno molti genitori organizzavano la festa di compleanno per il loro bambino e mi contattavano. Quest’anno tutto tace, il telefono non squilla, la mail vuota. Per quanto molte volte sia stato ripetuto che questa non è una guerra, l’aria che respiro è plumbea, densa di polvere da sparo. Molti burattinai hanno ripreso da tempo il loro lavoro, ma nel mio caso non è stato proprio possibile per numerosi motivi familiari, a cui si è aggiunta l’assenza della scuola. Non ho avuto modo di scrivere, di fare le prove, di creare nulla di nuovo, o di rimaneggiare quanto avevo di vecchio. Non so per quanto andrà avanti questa situazione, ma vorrei che Burattinificio sopravvivesse e portasse un po’ di magia nella mia vita e nelle vostre vite e ci aiutasse a superare questa fase. Ho perciò deciso di provare a far partire anche quest’anno la nostra micro stagione di teatro di burattini che inizierà, come di consueto, il giorno di Ognissanti e continuerà fino all’avvento della primavera. 

Gli spettacoli non saranno più per massimo 20 spettatori, ma per 10 spettatori (presumibilmente 5 adulti e 5 bimbi), questo per permettere la distanza di un metro tra i diversi nuclei familiari. Chi frequenta il Burattinificio sa che abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo rispetto all’igiene del luogo: togliersi le scarpe, lasciare il cappotto all’ingresso e pulirsi le mani prima di entrare in sala erano routine che hanno sempre accompagnato la frequentazione del nostro micro teatro. Allo stesso modo abbiamo sempre chiesto di arrivare con almeno 15 minuti di anticipo; quest’anno la puntualità diventa ancora più necessaria per facilitare le varie procedure pre-spettacolo. All’ingresso verrà provata la temperatura ad ogni partecipante. La mascherina è obbligatoria dai 6 anni in su, tranne quando si è fisicamente seduti nel posto assegnato. Il costo dei biglietti diventa omogeneo: 8 € per gli adulti, 6,50 € per i bambini ed 1 € di tessera (che viene fatta solo agli adulti e vale per l’intero anno solare). Non sono previsti abbonamenti. I biglietti possono essere acquistati solo tramite bonifico bancario e le repliche perse non verranno rimborsate o sostituite. 

Un ultimo appello ai frequentatori del Burattinificio: come sapete la scorsa stagione (2019/2020) era prevista la sostituzione di una replica persa con un’altra replica. Se alcuni di voi avessero degli spettacoli da recuperare, vi chiediamo per favore (laddove vi fosse possibile) di rinunciare alla sostituzione gratuita e a comprare un nuovo biglietto: come avrete capito Burattinificio versa in uno stato di severa difficoltà. Non abbiamo mai chiesto donazioni, non abbiamo mai organizzato raccolte fondi e nella nostra politica c’è sempre stata la forte volontà di applicare prezzi “popolari” (solo 4 € in caso di abbonamento a tre spettacoli) perché crediamo (e continuiamo a credere) che il teatro sia un diritto, non un lusso. Laddove vi siano famiglie bisognose, continueremo ad applicare degli sconti; agli altri chiediamo di contribuire alla sopravvivenza di Burattinificio donando qualche euro in più in questo momento di difficoltà. 

Veniamo quindi alla descrizione della stagione: amiamo che il nostro teatro abbia un repertorio  consolidato che, di anno in anno, cresca e germogli. Spettacoli come “L’Orco nel fagiolo” hanno ormai 11 anni, ma c’è un balzo di tigre dalla prima versione del 2009 alla versione del 2020. Il Burattinificio si avvale della preziosa collaborazione di due grandi artiste: la scultrice Brina Babini e la scenografa Roberta Spettoli. Quest’anno vedrete quindi in scena le nuove creature, nate dall’incrocio fra la mia fantasia e le mani sapienti di Brina. Anche i copioni, scritti da me e da mio marito, lo scrittore Nader Ghazvinizadeh, di anno in anno, vengono rimaneggiati e consolidati. Quindi, se nel calendario trovate spettacoli che avete già visto, non vi spaventate e non temete che i vostri bambini possano annoiarsi: le fiabe sono infinite, crescono con i bambini e acquisiscono nuovi significati. 

Alla fine del mese uscirà il calendario della nuova stagione, che verrà pubblicato sugli eventi di fb e tramite mailing list. Contestualmente verranno comunicate le modalità per diventare soci ed acquistare i biglietti. Nell’attesa la burattinaia riprende il suo lavoro di riordino del Burattinificio che, vi assicuro, non è uno scherzo. E, naturalmente, buona scuola a tutti.

Con affetto, Margherita