Il Castello dei Burattini Incrociati

Un fiaba omaggio ad Italo Calvino e alla sua idea di narrativa come processo combinatorio. La struttura della fiaba ammicca a “Il Castello dei destini incrociati”: così come, nel romanzo di Calvino, il Castello era il laboratorio di scrittura dell’autore, lo spazio della razionalità, la Baracca dei Burattini è il laboratorio di creazione del Burattinaio; lo spazio esterno alla Baracca rappresenta invece il Bosco, lo spazio inesplorato, il Caos. I tarocchi, utilizzati dalla Maga di Corte e dalla Burattinaia stessa come deus ex machina, sono lo strumento per districarsi all’interno del labirinto narrativo. 

Spettacolo di Burattini in Baracca e di narrazione a cura di “Burattinificio Mangiafoco”

Copione di Margherita Cennamo liberamente ispirato alla fiaba popolare “L’Orco con le penne” riscritta da Italo Calvino

Scenografie di Michele Cennamo

Durata: 50 minuti

Età consigliata: dai 3 anni in su

Un Re è affetto da una strana malattia che lo porta ad emettere tremendi peti e a starnutire senza sosta. Viene convocata la Maga di Corte la quale, consultando i suoi tarocchi, scopre che sul Re gravita un maleficio provocato dalla terribile Minghina in combutta con l’Orco Gallina; il Re potrà guarire solo se berrà un infuso ottenuto tramite la spremitura di tre penne dell’Orco. Il Re emette dunque un editto: coprirà d’oro il primo cavaliere che abbia il coraggio di strappare tre penne dal corpo del terribile Orco, noto in tutto il regno per la sua incontrollabile furia cannibalica. Ma, invece che un cavaliere, sarà un bambino ad affrontare l’ardua impresa.